Curatore del padiglione dell'IILA "Natura e sogni" alla 53. Biennale d'Arte di Venezia

La tecnica assunta non è mai neutra e indifferente, al contrario essa impone un peso decisivo, condiziona il contenuto, il "che cosa" si vuole esprimere. Il detto fatidico di Marshall McLuhan "il medium è il messaggio" trova una prova eloquente nelle pitture di Andrea Benetti. Come negli antichi mosaici bizantini o nelle pitture medioevali, le figure di Benetti risultano radicalmente schiacciate sulla superficie; la terza dimensione...

Gombrich dedica le pagine d'avvio del suo fondamentale The Story of Art alle pitture ritrovate nell'Ottocento nelle grotte di Altamira, in Spagna, e di Lascaux, nella Francia meridionale, origine tribale della straordinaria vicenda della storia dell'arte occidentale. Un cammino linguistico lungo e articolato che sin dagli inizi del secolo appena trascorso ha registrato sussulti di non poco conto e che, discostandosi dai canoni e dagli statuti propri dell'arte...


Nel corso degli abituali viaggi nell'arte, capita di incrociare fenomeni e situazioni che empaticamente destano emozioni e costringono ad una sosta non prevista lungo l'itinerario. È accaduto con Andrea Benetti. La sua opera si rivela ammaliatrice per chi ha rincorso, avido di colori ed intemperanze, le tracce di Mirò, Matisse, Klee, Depero e, in tempi più recenti, Nespolo, Donzelli e Lodola. È una festa per gli occhi e per l'archivio iconico presente...

Cesare Brandi teorizzò la formulazione dell’immagine e la costituzione dell’oggetto, questi due elementi risultarono essere molto importanti al fine di riuscire a comprendere il lavoro e l’opera di un artista. Lo Iato che separa la formulazione dell’immagine e la costituzione dell’oggetto rappresenta la chiave di lettura dell’arte e dell’artista. Quando guardiamo le opere di Benetti è come se fossimo trasportati al centro di questa grande officina alchemica...

Il lavoro pittorico di Andrea Benetti parte dalla constatazione dell'infranta armonia, della primigenia e ormai interrotta integrazione, tra uomo e natura. Sussisteva, certo, in antico, un timore panico nei confronti della Grande Madre; ma anche quando "la natura non rappresentava una minaccia, l'uomo la rispettava, con il rispetto che si deve ad una divinità". L'uomo moderno – scrive sempre l'artista – ha "distrutto un incantesimo...

L’arte "neorupestre" di Andrea Benetti non è fatta su pietra, nè su parete rocciosa: è fatta su tela. Non ci si aspetti, dunque, un artista con le mani callose e frante, munito di martello e scalpello, sudato e sporco di schegge e di polveri. Al più lo insudiciano qualche macchia di olio, o di hennè o di colore. L’arte "neorupestre" è, dunque, una – finzione; una finzione nella quale – per parafrasare Gorgia – è più saggio chi si lascia ingannare...

Ho conosciuto di recente l'arte contemporanea di Andrea Benetti, ospitata in numerosi musei e collezioni private e accolta alla biennale d'arte a Venezia: ho potuto captarne la sua poetica, la sua forza comunicativa e la sua profonda ammirazione per l'universo primigenio. È artista assiduo, caparbio nella manifestazione di dissenso e di diniego nei confronti del mondo moderno, lucidissimo nell'esaltazione dell' "abstràhere" come "exemplum vitae"...


L’arte segue i modi della vita e si altera a seconda delle epoche nella quale viene creata; il mondo attuale esige fruibilità immediata, fagocita immagini ed informazioni e la rapidità con la quale la rappresentazione figurativa può venire assimilata diventa segno discriminante per l’accettazione o il rifiuto di essa.
Ma se il concetto che si esprime in una risoluzione visiva è legato ad un mondo veloce e spesso confuso...

Come lo spazio, così il tempo è sempre stato visto come una categoria fondamentale in cui si inscrive la condizione umana. Questo misterioso compagno di avventure con il quale abbiamo un rapporto contrastante di amore e odio, un conflitto tra piacere e nostalgia, tra rassegnazione e consapevolezza ci pone di fronte alla dura realtà del suo trascorrere incessante e senza remissioni. Il consumarsi degli anni, l’alternarsi delle fasi della vita...

Quando vidi per la prima volta l'arte di Andrea Benetti, rimasi colpita dalla carica che quella tipologia di dipinto, realizzato su bassorilievo, sprigionava, mutuando in maniera elaborata ed intelligente, quella che è l'origine della pittura, ovvero la pittura rupestre. Le figure possono fungere, all'interno della tela, da simboli isolati, come fossero reperti di una catalogazione archeologica, oppure essere inserite in un contesto dinamico....





Dell’opera di Andrea Benetti in questo scritto mi voglio occupare della sua invenzione e del suo stilema definiti Arte Neorupestre; un concetto pittorico che ha dato vita all’estensione di un Manifesto presentato e pubblicato alla Biennale di Venezia del 2009. Già la lettura di questo manifesto fa comprendere che Benetti, pur mutuando da uno studio di quanto rappresentato in un’epoca risalente a trenta o quarantamila anni prima...

La pittura neorupestre del bolognese Andrea Benetti approda a Roma, insieme alle opere dei maestri del '900. La mostra che si chiama "Portraits d'artistes", annovera dipinti di Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Andy Warhol, Keith Haring, Max Jacob, Mario Schifano, Carlo Corsi, Jules Pascin, Guido Cadorin e dall'11 novembre, quando verrà inaugurata a Palazzo Taverna, anche la "Donna preistorica" dell'artista bolognese...












La Grave delle Grotte di Castellana dunque, diviene la tribuna d’onore di quest’arte benettiana (che non ha nulla da invidiare ai suoi contemporanei in fatto di rappresentazione della realtà), pioniera di un nuovo modo di intendere -anche- il turismo culturale. Al di là, quindi, della vocazione originaria e naturale delle grotte di "contenere" la vita, si scopre questa nuova tendenza a immagazzinare l’arte per renderla fruibile....

Il Grand Hotel Majestic "già Baglioni" di Bologna ha aperto ieri le sue porte ad Andrea Benetti, ideatore del Manifesto dell’Arte Neorupestre, per la presentazione alla stampa di "B. P. Before Present" una mostra, curata da Simona Gavioli, che dal 18 maggio al 27 giugno permetterà di ammirare le sue opere, entrando in quello che può essere considerato uno degli hotel più rappresentativi della città...

















