Critiche

Andrea Benetti "conia" l'arte Neo Rupestre.

L’arte segue i modi della vita e si altera a seconda delle epoche nella quale viene creata; il mondo attuale esige fruibilità immediata, fagocita immagini ed informazioni e la rapidità con la quale la rappresentazione figurativa può venire assimilata diventa segno discriminante per l’accettazione o il rifiuto di essa...
Chiara Filippini - Ricercatrice dell'Amedeo Modigliani Institute Archives Legales – Roma-Paris
- Curatrice del Centro Documentazione e Ricerca Amedeo Modigliani


Il pennello ed il pensiero, Andrea Benetti.

L’arte, barometro organico delle intuizioni fondamentali dell’essere e segno esteriore del suo destino: una definizione generale che sembra infinitamente flessibile, ma che in effetti si rivela estremamente esigente nella prassi esistenziale e non può essere pienamente applicata che ad un piccolissimo numero di “avventurieri del cuore, della testa e della tavolozza” . Come si riconoscono questi creatori di una specie rara? Attraverso il loro impegno missionario in seno ad una visione cosmica dell’energia, la cui finalità operativa è l’individuazione dell’essere ed il collocarlo in armonia con la natura circostante e con la propria interiorità. Andrea Benetti sta esplorando questa galassia interiore, guardando il mondo con occhi di bambino curioso, è la storia straordinaria dell’incontro fra i tanti destini che la vita ci depone davanti e di un uomo archetipo di tutti noi, in lui vi è la fede della creazione e l’infedeltà della caducità del tempo e delle quotidiane cose, inutili, effimere e vane Andrea Benetti si colloca lì, è presente, è creatore. Andrea Benetti è, finalmente
Roberto Sabatelli - Direttore della Pinacoteca Amedeo Modigliani


Andrea Benetti: una perla rara.

Nell’alba della vita, quell’uomo impaurito ed affamato, tracciava segni sulla parete rocciosa e quei segni erano la vita o la morte, in una danza lugubre per la sopravvivenza. Se questo è vero, quell’uomo primordiale, coperto solo da una pelle animale, si confrontava con la creazione in una preghiera ancestrale e sublime. Tutto ciò è nel profondo del nostro sentire; il segno, il sogno, la preghiera ad un Dio, la fame e la paura. Vedo tutto ciò nei quadri di Andrea Benetti, il senso primordiale della creazione, il ritmo del segno, la fatica del quotidiano, la voglia d’aria pulita. E’ raro ritrovare, oggi, un artista che abbia tale profondità interiore; Andrea Benetti è una perla rara che lotta la sua avventura giorno dopo giorno, di fronte al pathos della tela bianca, quella tela bianca che è l’oggi di quella parete rocciosa, è cambiato il supporto, ma la vita, la morte e la danza lugubre per la sopravvivenza, per fortuna, sono rimaste intatte.
Gregorio Rossi - Curatore del Museo di Arte Contemporanea Italiana in America


Ho visionato alcune opere di Andrea Benetti, destinate a musei esteri.

Mi sono sorpreso nel vedere queste piccole cose, piccole solo nelle dimensioni. Conoscevo Andrea già da tempo, da un po’ lo seguivo con interesse, di lui mi colpiva quella passione trascendete l’oggi, egli era già nel domani. Mi piaceva il suo linguaggio pittorico, quella nemesi sotto traccia dell’appassionato, ma quelle tavolette che mi ha mostrato mi hanno fulminato. Mi sono sentito come quando Diego Martelli vide le prime tavolette macchiaiole di Cabianca, di Signorini e Fattori. Lo stupore prende il cervello, nelle sue pieghe è cortocircuito. Si va al di là della semplice figurazione, la forma è smembrata e riassemblata in un continuum strano, vi è, in quelle forme semplici ed in quei volumi, un senso quasi esoterico della composizione e dei concetti. Le forme sono quelle ancestrali, quasi primitive del concetto semplice, ma qui non vi è nulla della semplicità, vi è pensiero e razionalità. Buon viaggio, quindi, piccoli splendori.
Roberto Sabatelli - Direttore della Pinacoteca Amedeo Modigliani


Andrea Benetti: la pittura fatta con il pennello e con l'anima.

Nella varia umanità che affolla le platee emergenti dell’arte, Andrea Benetti rappresenta una speranza, una vera speranza. Egli è pittore. Parole desuete in un contesto in cui la pittura, quella fatta con il pennello e con l’anima, è messa all’angolo. E’ proprio per questo che è una speranza; colto ed intelligente ha compreso che il futuro non sta nel mezzo, ma nella ricerca del concetto poetico. Se il mezzo è un coccodrillo viola appeso ad una terrazza, egli si dissocia, come ritengo giusto che sia. In questo mondo ricerca un suo mondo ed un suo modo di essere, non si lascia distrarre dalle mode estemporanee che durano un giorno, lui va all’essenza delle cose, alle fondamenta ed alle certezze, non è salito sul treno della facilità e della omologazione. Va dritto al cuore come una pugnalata e, con violenza, non accetta il pattume intellettuale. Bravo il nostro Benetti, artefice del nostro tempo e della nostra contemporaneità, ha scelto la strada più difficile e più lunga; è la strada per andare lontano, tutte le altre sono solo compromessi ed i compromessi hanno vita breve ed estemporanea. Spero che Andrea continui su questa strada.
Gregorio Rossi - Curatore del Museo di Arte Contemporanea Italiana in America


La ventosa e ripida strada dell'Arte.

A Benetti, il nuovo per il nuovo non gli interessa, la sua è una ricerca a tutto tondo nella sensibilità dell'animo umano, la pittura, la fotografia, la musica interagiscono e si compenetrano in una forma d'arte integrata, retaggio di percorsi effettuati nel suo vivere. Oggi è così, la pittura formale, ovvero quella da cavalletto, prende sempre maggiore respiro da una interpretazione plurisensoriale ed interattiva. Le strade che conducono alla perfezione stilistica, non alla bellezza, si badi bene, la bellezza è concetto estremamente personale; in atre dobbiamo ricercare tutto ciò che ci porta all'armonia. Come ci insegna Benedetto Croce, l'armonia è codificata, quindi eguale per tutti; la bellezza no e tendenzialmente non ci interessa. Infatti cos'è la bellezza?
Roberto Sabatelli - Direttore della Pinacoteca Amedeo Modigliani


Piccolo Vocabolario delle definizioni sospese.

Andrea Benetti, artista bolognese, si presenta nei mesi di Marzo e Aprile alla Galleria St’Art con la sua personale. Questa e' formata da una quindicina di opere su tela e paragonabile, come esprime il titolo, a un piccolo dizionario. Ogni opera che Benetti crea e', infatti, una sua personale spiegazione e definizione di un concetto, di una parola, di un tema. Dal ciclo della vita alla televisione, dall’equilibrio ecologico alla donna, fino ancora all’informazione mediatica e via dicendo, ogni lavoro si presenta come una spiegazione imprevedibile e, in fin dei conti, impossibile. Perche' impossibile?
Carolina Lio - Curatrice e critica d'arte